mercoledì, 25 aprile 2007
domenica, 22 aprile 2007
John aprì gli occhi lentamente, accecato dalla luce di cento led impazziti. Si sollevò a fatica e barcollò verso la cabina di pilotaggio della navicella.
Era arrivato: vedeva dall'oblò l'atmosfera lattiginosa di JX37 campeggiare nel nero assoluto dello spazio.
"Da quanto tempo sono partito?" s'interrogò, assalito da un'inquietudine improvvisa. "Anni?... secoli?"
Non se lo ricordava. Consultò febbrilmente gli strumenti di bordo alla ricerca di una risposta, ma si accorse con terrore di non essere più capace di interpretarne i segnali.
Stava forse perdendo la ragione? Proprio lui, selezionato tra migliaia di aspiranti per la più straordinaria esplorazione della Storia? Lui, l'uomo che non dimenticava nulla, infallibile nelle scelte, fulmineo nelle decisioni?!
John riuscì a controllarsi, si sdraiò, chiuse gli occhi e cominciò a frugare nel labirinto della sua memoria. Era successo qualcosa durante il viaggio, di questo era sicuro.Un pensiero fisso aveva torturato il suo cervello semincosciente per tutta la durata dell'ibernazione e quell'idea ossessiva alla fine l'aveva annientato. Si concentrò allo spasimo, scosso da un tremore violento, le tempie che pulsavano in modo insopportabile. Stava per arrendersi, quando tutto fu chiaro:
"A casa... a casa ho lasciato accesa la luce del bagno!" urlò trionfante, un attimo prima che la navicella senza governo si schiantasse contro la crosta ferrosa del pianeta.