domenica, 25 febbraio 2007
L'audio e' stato cancellato dallo spazio su Splinder
MP3
EXPLICIT
mercoledì, 21 febbraio 2007
L'audio e' stato cancellato dallo spazio su Splinder
MP3
martedì, 13 febbraio 2007
Trasmettiamo in mondovisione un importante annuncio
È un grande giorno per il nostro pianeta. Lo sforzo di tanti scienziati, sostenuti e incoraggiati dal Governo, finalmente è stato premiato.
L’orgoglio e la commozione mi sopraffanno mentre vi annuncio che oggi una delle nostre sonde spaziali intergalattiche ha intercettato trasmissioni provenienti da un altro pianeta. Ciò che sembrava un sogno si realizza: UN CONTATTO CON UN'ALTRA FORMA DI VITA INTELLIGENTE.
Dalle prime analisi emergono dati che sconvolgeranno tutte le nostre attuali conoscenze.
Siamo di fronte ad esseri invisibili ed incorporei che comunicano tra loro per mezzo del pensiero, non hanno contatto materiale e si scambiano dati misteriosi, espressione evidente di un sapere scientifico incommensurabilmente progredito. Le nostre menti più brillanti si stanno affannando per decifrare le trasmissioni, ma sarà un lavoro lungo e difficile.
Ecco una delle prime registrazioni arrivate dal pianeta AS456:
- sei f o m?
- f… tu chi 6?
- io sono molto m… 24cm
- LOL
- ASL?
- 34 f BA
- io pd prov
- cmq dgt da mi
- wow io mi!
- io peri nero 4° abbond.
- SLURP… cell?
- no tu
- 3391547899
- t skuillo
- ok
domenica, 11 febbraio 2007
venerdì, 09 febbraio 2007
L'audio e' stato cancellato dallo spazio su Splinder
MP3
mercoledì, 07 febbraio 2007
Ieri sera mi preparavo per andare a letto quando qualcuno ha suonato alla porta.
"Chi è?" ho domandato indispettito.
"Sono il tuo carnefice" ha risposto qualcuno al citofono.
"Non ci credo. Entra pure."
"Sono già lì, non te ne sei accorto?"
"Certo, volevo vedere se te ne eri accorto tu."
"Se mi dài ragione finisce il divertimento."
"Io faccio quello che mi pare."
Continuerò a parlare da qui."
"Ti piace il mio citofono?"
"Ha un sapore un po' metallico".
"Era il solo che avessi, mi dispiace."
"Mannaggia. E allora ti dico che sono ... un albanese nazista sadomaso!"
"E' inutile che ti sforzi. Si capisce subito che è una provocazione."
"Da cosa lo capisci?"
"Dal contesto."
"Parliamone."
Stamattina, appena Naomi Campbell è entrata nell'appartamento (il lunedì viene sempre a fare le pulizie) e ha visto la casa svuotata, i muri imbrattati di escrementi e le svastiche marchiate a fuoco sul mio corpo, ha cominciato a strillare. "Chiamo la polizia? " ha urlato strappando via il nastro adesivo che mi tappava la bocca.
"Ma non capisci?" ho risposto divertito. "E' solo una provocazione! Sei proprio una negra di merda!"
Ci credereste? Mi ha mollato un calcione nelle palle e se n'è andata senza neanche slegarmi.
Certa gente non ha proprio il senso dell'ironia.
domenica, 04 febbraio 2007
sabato, 03 febbraio 2007
"Corrida olé!... una corrida au lait !", bercia Mauro venendomi incontro. I pastis mattutini lo fanno svolazzare da un marciapiede all'altro. Zampetta un tip-tap inconsulto sul selciato di Arles, sventola contro il sole basso d'inverno un manifesto strappato dal muro: "Oggi c'è la corrida in un paese qui vicino!".
Qui, dove la Spagna scalda la testa ai francesi e i tori t'inquietano da lontano, neri tra i carici.
"Si va".
L'arena è piccola, arrangiata di tavole e tubi, racchiusa tra le facciate delle case. Tre giovanotti appollaiati sopra una transenna sbarrano l'ingresso e Mauro tira fuori il portafoglio. "No, no", ci fanno ridendo, si scostano e ci lasciano entrare. Dalla gradinata più alta ci affacciamo sulla piazza piena di gente. L'arena è quasi deserta.
"Corrida gratis! Una corrida olé, au lait, a gratìs!".
"Perché sono ancora tutti fuori? Dovrebbe cominciare tra poco".
"Se la prendono comoda, non sono stressati come te".
"Senti chi parla".
"Guarda... stanno chiudendo le strade. Strano".
C'è movimento. Eccitazione che sale, brusìo che gonfia in clamore. Stanno coprendo con reti le vetrine dei negozi.Qualcuno corre. Le donne si sono ritirate dietro le transenne.
Adesso tutti guardano nella stessa direzione.
"Ho capito! HO CAPITO!", urla Mauro e scatta in piedi. Urla e salta sul tavolato, urla impazzito come urlano i paesani là sotto mentre dallo scuro di un vicolo tre tori irrompono nella piazza.
Il primo è nero, massiccio, d'indubbia professionalità. Due tori fulvi lo seguono incerti. Sfiatano vapore nell'aria gelida.
I giovani del paese vanno subito incontro al gruppetto, agitano le braccia e si offrono come bersagli per dividere le bestie.
"Toros!...porcaputtana... TOROS!", strepita Mauro. Poi mi fissa allucinato:"Io vado giù".
"Guarda che quelli non sono cartoni animati".
"Gli hanno anche imbottito le corna, cosa vuoi che succeda?"
"Niente... più o meno come se ti mettesse sotto una macchina".
"Sei un fifone".
"Esatto".
Ragazzini e adulti inseguono i due animali più giovani, li tormentano, si proteggono dietro le barriere dalle loro cariche disordinate. Uno sciame di giovanotti sorveglia da lontano il toro nero che percorre giri metodici della piazza ed esplode il suo disappunto in cozzi improvvisi.
Mauro sta spiegando la faccenda a una coppia di tedeschi che seguono a bocca aperta la sua mimica esaltata.
Non c'è niente di feroce in quello che sta accadendo, né di epico. Quando l'azione è lontana i paesani si raggrumano in quieti capannelli (immagino le discussioni di tasse e raccolti) per poi disperdersi al rumore degli zoccoli. Una donna scaccia le bestie dalla propria porta a colpi di scopa, come fossero gatti randagi. Il rito (rifletto), la tradizione...
"Guarda là!". Mauro mi strattona un braccio, indica verso la chiesa.
C'è un vecchio davanti al portone sbarrato, lontano da tutti. Il basco gli ombreggia gli occhi e s'appoggia pesantemente sul bastone. Quando i tori s'avvicinano fa un passo indietro, confonde il suo profilo con quello della chiesa e resta lì inerme. I tori passano oltre e lui torna nello stesso punto di prima, con un sorrisetto di scherno in faccia.
"Ti rendi conto? Dico... ti rendi conto?!".
Siamo estasiati, ma qualcos'altro ci distrae: uno dei tori si è fermato e fissa l'ingresso del caffè. Poi parte deciso, s'imbuca nel locale, scivola, travolge sedie e tavolini mentre gli avventori scappano fuori coi bicchieri in mano. Mauro sta già attraversando la piazza.
Il toro nero lo sfiora, scarta, si getta verso la chiesa.
Il vecchio fa un passetto indietro nell'ombra del portale.
La morte non lo vede e corre via.
Olé.