venerdì, 28 luglio 2006
Stanotte mi è apparso in sogno Andrea Pazienza. Ha spalancato la porta di camera mia ed è rimasto sulla soglia, la mano stretta sulla maniglia. Ansimava piano. Forse le scale, ho pensato, forse il viaggio.
-Ho sentito parlare di un genio geniale che c’è da queste parti-, ha detto quando ha ripreso fiato (le prime sillabe strozzate di chi non parla da molto tempo).
-Saresti tu il genio?
-No, Paz, i ragazzi esagerano sempre. Non devi dargli retta.
-Bene… un genio che nega di esserlo non è un genio. Un genio sarebbe così geniale da fottersene di modestia e basso profilo. Un genio lo farebbe…
-E infatti…
-Io sono un genio quando attraverso la strada, quando fischietto in bagno, quando ordino un caffè. Perché io sono il più grande disegnatore vivente… io… io ero…
-Il più grande…
-Cosa fai te?
-Scrivo cosucce sul blog.
-Ah! Scrivi!...bello! Scrivere è come disegnare, ma con più parole.
-Sì, in effetti…
-Potresti essere il più grande non-disegnatore vivente, sai?
-Grazie, ma quel “vivente” sa troppo di provvisorio.
-Desideri l’eternità? Vedi che viene fuori il carattere geniale?
-No, davvero… non ho la stoffa.
-Hai paura perché il genio è solo?
-Avrei più paura di essere solo un genio.
-Non fare giochetti di parole con me. Cosa vuoi dire?
-Che bisogna essere grandi anche come persone.
-Io lo ero?
-Non lo so, ma ti amavo.
-Cos’hai fatto per me allora?
-Cosa avrei potuto fare?
-Siamo stati sulla stessa terra negli stessi istanti.
-Ma in mondi diversi.
-Io ti ho raccontato in diretta. Te e la tua generazione.
-Solo un genio avrebbe potuto tirarci fuori qualcosa di interessante.
-Perché mi hai fatto venire qui?
-Non sapevo cosa scrivere.
-Le storie nascono dalle voci del mercato, dal puzzo di asfalto fresco,da una carezza distratta. Quel monitor le ammazza.
-Sì. Cosa posso fare?
-Passami la fiocina, Ismaele.
“Lascio una scia bianca e inquieta dietro di me.
Acque pallide, facce ancor più pallide ovunque passo.
Le onde invidiose si gonfiano ai lati per sommergere la mia traccia.
Facciano pure. Io, prima, passo”
lunedì, 24 luglio 2006
sesso
nient'altro
sempre sesso
sesso & sesso
non vedi altro
tette & culi
du' palle!
come se al mondo non si potesse parlare d'altro che di quello
i pubblicitari userebbero donne nude anche per gli omogeneizzati
gli psicologi vorrebbero spiegare qualunque cosa a partire dal sesso
vedono complessi di castrazione e simboli fallici nelle cose più assurde
ci vorrebbero far passare, noi maschi moderni, per maniaci repressi
come se il nostro cervello in realtà si trovasse in mezzo alle gambe
come se noi non potessimo pensare ad altro che sesso e sesso
bugie!
vogliamo
tenerezza
comprensione
tramonti rosa
dolcezza
amore
sabato, 22 luglio 2006
Uno che si definisce razzista intellettuale, snob culturale, integralista artistico, sociopatico lo vedresti bene in un palazzo occupato di Berlino, in una capanna patagonica o in un loft di Reykjiavik. Quando rivela che abita a Ladispoli, l'effetto comico è irresistibile (a me "Ladispoli" fa ridere, a voi?).
Uno che ce l'ha con i maschietti che cercano di rimorchiarlo tramite commento o messaggio privato ti aspetteresti un nick inequivocabile, tipo Arturo o qualcosa del genere. Mica Desdemona.
Uno che non mi servono lettori e quindi fatevi gli stracazzi vostri non ti aspetteresti che aprisse un blog con tutti i bottoncini e gli optional del caso.
Uno che ci sono quelli che la fotografia non è celebrazione ma rappresaglia disperata contro l’oblio. Io sono uno di quelli, e sulla polvere, e tra le ombre, che mi piace camminare non ti aspetteresti scatti che, almeno per quello che si può vedere sono un pelo sopra a quelli di un normale fotoamatore (pennellate di rosso Photoshop comprese).
Il blog poi non è malaccio, ma è dura superare l'impatto. Perciò l'impatto io.
Identificazione: La Leica e le altre
Classificazione: sicofante classe B aerostatico
Azione: intortamento leggero
giovedì, 20 luglio 2006
I partecipanti a questo gioco devono pubblicare nel loro blog un post intitolato "I 7 vizi capitali" e scrivere il proprio pensiero riguardo ognuno dei vizi. I blogger invitati a partecipare riporteranno questo regolamento e nomineranno altri 7 blogger a giocare.
SUPERBIA: la provano tutti quegli illusi che credono di essermi superiori in qualcosa
LUSSURIA: ogni posto ha la sua cosa
ACCIDIA: devo proprio parlarne? è così evidente... non vale la pena di pensarci troppo
GOLA: il sapore della sconfitta, il gusto della vendetta, bocconi amari, buondì
AVARIZIA: non ci spenderò più di poche parole
INVIDIA: desiderare le cosce d'altri (bisex)
IRA: rapporto luddista con l'universo
io di solito queste cose le cestino, ma per chi me l'ha passata domani è un giorno speciale e allora....
domenica, 16 luglio 2006
Mi è successo di suonare il campanello di qualcuno che conosco...
Qualcuno bravo e cordiale, mica uno stronzo. Qualcuno che di solito ti fa sedere e chiacchera e sorride a più non posso e s'interessa degli affari tuoi e ti capisce; si rabbuia quando gli racconti che t'hanno staccato la luce, s'illumina quando gli racconti dell'alogena nuova, dice a tutti buongiorno e buonasera, dà un pizzicotto sulla guancia ai bambini e ti strizza l'occhio quando passa una donna (e già mi crea pensieri perché questa supposta condivisione di gusti e manifestazioni maschili in quanto, appunto, è supposta, dovrebbe ficcarsela in culo... non sarai mica uno di quelli che sembrano santarellini, poi ci monti in macchina insieme e si trasformano in molestatori da semaforo, che da dietro il vetro dicono porcate in playback alla ragazza dell'auto accanto, appena passabile, poi scatta il verde e loro sgasano via tutti sodisfatti mentre te sei rintanato sotto il sedile dalla vergogna... non sarai mica uno di quelli ch ti fanno pensare che i maniaci prima di essere tali sono Tal dei Tali?), insomma questo tipo è statisticamente normale, quello a cui scampanello, magari è perfino sopra la media quanto a consapevolezza, correttezza e zza zza discorrendo. E io scampanello tranquillo e mi piazzo davanti al portone blindato, quei portoni blindati che resistono a un Cruise, ancorati a una parete di cartavelina che se dài una spallata viene giù mezzo appartamento, dunque FINALMENTE! suono il campanello e sento una voce torva attraverso la corazza di acciao imperforabile, una voce sconosciuta che sparacchia rapida "UNSVNT!" e sfuma in lontananza previa strascicatura di pantofole tardodigestive.
Controllo il piano, il nome sulla porta, mi guardo in giro per scoprire eventuali segni di trasloco recente. Niente.
Suono ancora. Un bel trillo amichevole e spassionato. Stavolta la voce la riconosco, anche se alterata. E' un ringhio sordido, una zaffata di trigliceridi decomposti, una folata di rabbia folle: "NON SI COMPRA NIENTE!".
"Sono io, Dersu"
"Vai da qualcun altro... chi?! cosa hai detto?... "
"Sono Dersu"
Il lampo di luce dello spioncino, poi le dodici barre al titanio-tantalio scarrocciano per innumeri giri di chiave.
Il sorriso del tipo mi provoca eritemi diffusi. Ride, lui. Rido anch'io. Io di più perché dovrei essere offeso, secondo lui. Ma no, ma no.. ahahah cose che succedono. Non vedo l'ora di raccontarlo. Ma te rispondi sempre così? No, eh... eccerto... be' ciao ero solo passato per salutarti... no davvero devo proprio andare... ciao eh!
sabato, 15 luglio 2006
Ho letto sul tuo blog che mi hai lasciato.
Ti ho chiesto spiegazioni nei commenti, ma non mi hai risposto.
Il messenger era settato su "do not disturb" la webcam inquadrava una valigia aperta sul letto.
Ti ho beccata in chat con uno sconosciuto (la room si chiamava "dolce luna").
Ti ho bombardato di e-mail per tutta la notte.
Amore rispondimi. Non ce la faccio più.
Ti perdono tutto, ma contattami.
Mi trovi di qua... in cucina.
sabato, 08 luglio 2006
La prima volta lo vidi fare a Paolo Villaggio.
Me lo ricordo nei panni del pazzo prestigiatore dottor Kurz correre come un indemoniato in un varietà tv bianco&nero, imprecare in un ipotetico idioma germanico, fallire esperimenten demenziali, ma soprattutto MALTRATTARE IL PUBBLICO in sala.
Avevo 8-9 anni e Villaggio scalò velocemente la classifica dei più antipatici nazionali. Io lo amai da subito.
Adesso non ci si fa quasi più caso. La provocazione è diventata vezzo, gli spettatori deglutiscono le peggiori offese con masochistica noncuranza e risata in automatico. Forse è assuefazione, forse manca il genio (e la ferocia e l'amore) che servono per un perfetto salto mortale. Anche nei blog.
Traviato Rock non risparmia offese per i suoi lettori ed è un peccato, la nota stonata di un sito altrimenti godibilissimo. Larrymullerfan ha estrosità, cultura, idee: non avrebbe bisogno di ricorrere a mezzucci da bassa blog-manovalanza per attirare attenzione. Se lo fa è perché non si sente abbastanza genio, abbastanza cattivo, abbastanza indifferente ai sussurri della vanità. E rimane ancora una volta a metà del guado: non ha il coraggio di indossare fino in fondo i panni del prestigiatore pazzo e sbattere veramente kamelli di pelouche in testa al pubblico pagante.
Si becca una torta in faccia.
Identificazione: Traviato Rock
Classificazione: sicofante di classe A
Azione: intortamento d'incoraggiamento