domenica, 30 aprile 2006
Passate le elezioni, passata la paura di un altro quinquennio di cavalierato, da queste parti si abbandona l'ipocrita autocensura. Non serve più tenere buono Pinco Pallino per paura di perdere un voto, non occorre frequentare il Bar Sport la mattina e la Casa del Popolo  il pomeriggio (bar condicio), basta con i sorrisetti accomodanti  e i contorsionismi dialettici. Due avvenimenti scatenanti: la scoperta di un blog rosso fuoco  e la dichiarazione di Bertinotti dopo la nomina a Presidente della Camera: "Dedico questa elezione alle operaie e agli operai".
Non si può resistere al destino... io ho la necessità fisico-psichica, nonché il dovere etico-morale di affermare che A ME LA CLASSE OPERAIA MI HA ROTTO I COGLIONI.
Altro che dediche... io accuso la classe operaia di alto tradimento.
 
Accuso la classe operaia di tradimento verso i padri aver abbandonato la terra, gettato al vento migliaia d'anni di cultura contadina, perduto nell'arco di una generazione un sapere e un'abilità manuale, quelli artigiani,  che non si riformeranno mai più.
Accuso la classe operaia di tradimento verso i figli per aver barattato un ambiente vivibile con lo schifo che ci circonda, per avere permesso che la terra, l'acqua e l'aria si saturassero con gli scarichi delle loro fabbriche, per aver scambiato la salute delle nuove generazioni con i premi produzione, il DDT col TFR, l'immobilismo con la mobilità.
Accuso la classe operaia di aver tradito padri e figli per fini meschini: paccottiglia consumistica, brodaglia  teleossessiva, ingorghi di monovolume sulle autostrade.
Accuso la classe operaia di tradimento verso i propri simili  per aver ignorato quello che succedeva nel  Terzo Mondo, per essere diventati parte della classe dominante mondiale, per aver eretto un muro d'indifferenza che solo l'ondata di prodotti cinesi ha scosso dalle fondamenta.
Accuso al classe operaia di tradimento verso l'intelligenza per non aver dato nulla all'arte, al pensiero, alla cultura... niente al di fuori dei commenti sul campionato e di capolavori linguistici come questo:
 
D'altra parte noi siamo sempre più convinti che la conoscenza della storia, la giustezza delle nostre idee e le ragioni delle nostre lotte, contribuiscono  a determinare la coscienza di classe e la consapevolezza  da parte dei giovani, che non è più possibile tacere e subire, ma è obbligatorio alzare tutti insieme, il muro di un opposizione comunista e di classe intransigente contro ogni governo della borghesia, di qualunque colore riverniciato.La lotta paga. Sempre.

Penso che per ora possa bastare.

Identificazione: NUCLEO COMUNISTA
Classificazione: collettivo sicofante
Azione: intortamento  proletario
Dersu | commenti (20) | Link
martedì, 11 aprile 2006

Un tempo avevo un'anima, me lo ricordo bene. Aveva la consistenza dell'alba boreale, il nitore di una garzetta in volo.

La portai in soffitta quando cominciò a spuntarmi la barba e la gettai nello scatolone dove già stavano alla rinfusa quello sputasentenze del mio angelo custode, i soldatini, il diavoletto tentatore e la Befana.
Col passare degli anni lo scatolone si è riempito. Ci sono finiti dentro un Super-Io ingombrante, una coscienza di classe ammuffita, qualche amore sovrastimato, un nichilismo allegro, una razionalità zoppicante e innumerevoli altri scarti di produzione esistenziale.

Ho riaperto la scatola mentre cercavo un cavo di prolunga per il modem appena comprato. I topi avevano mangiucchiato e mescolato tutto, ma qualcosa di riconoscibile è rimasto.
Ogni tanto prendo una manciata di quei frammenti e li lancio nel cyberspazio come coriandoli, in sequenze casuali di senso incompiuto.
Dersu | commenti (7) | Link
domenica, 09 aprile 2006

Stavo pensando (sognando, vista l'ora?) alla paura della pagina bianca. Se un semplice pezzo di carta può incutere timore, quale spaventoso effetto dovrebbe avere la pagina Web? Immateriale, immarcescibile, inappallottolabile... galleggia un attimo e sparisce con un click, pronta a riemergere inaspettata da un Google casuale. Beccheggia e s'arena ai piedi del lettore meno opportuno. Mina vagante, traveste d'effimero la sua corazza di silicio intarsiato. Si srotola all'infinito, non conosce conclusione ma solo divenire...

Dersu | commenti (1) | Link
giovedì, 06 aprile 2006

Ieri sera stavo riordinando la mia collezione di cubetti di ghiaccio quando un frastuono inconfondibile ha annunciato l'atterrraggio dell'elicottero della Fininvest.

"Ci risiamo..." ho sbuffato scocciato.
Pochi istanti dopo Silvio Berlusconi è piombato in casa mia, visibilmente alterato.
"Non ne posso più!" ha esclamato il Cavaliere. "Questa storia deve finire!"
"Cosa c'è Silvio? Dimmi... ti ascolto" l'ho rassicurato bonariamente.
"All'inizio, quando mi avete convinto a inscenare questa provocazione, è stato divertente",  ha spiegato Berlusconi. "Soldi, donne, il villone, la celebrità... anche fingere di entrare in politica è stato uno scherzo riuscito: ci sono cascati milioni di italiani."
"Questo lo so bene", l'ho interrotto, "piantala di andare su e giù per la stanza e arriva al punto."
"Io non ce la faccio più!" si è disperato il premier con le mani nei capelli (si fa per dire) "Vedo la mia faccia dappertutto,  Emilio Fede mi perseguita, sono continuamente in riunione con Fini, Bossi, Casini ..."
"Stai andando benissimo, Silvio. Sono molto soddisfatto di te."
"Soddisfatto?! Te mi hai rovinato!" s'è adirato Berlusca. "Io voglio tornare ad essere quello che sono sempre stato: un operaio! Voglio tornare alla catena di montaggio, guardare Fantastico il sabato e fare la coda in autostrada a Ferragosto. Rivoglio la mia vita!"
"Dài, Silvio", l'ho consolato, "dopo le elezioni la piantiamo e diciamo che è stato tutto uno scherzo. Va bene?"
"Me lo prometti?" ha piagnucolato lui.
"Parola di Dersu! Adesso vai… devi fare il proclama delle 19 su ReteQuattro."
L'ho accompagnato fuori in giardino e mentre l'elicottero si sollevava fragorosamente, Silvio mi ha salutato con la mano. Una lacrima gli rigava il fondotinta.
"E' un bravo ragazzo, spero che ce la faccia" ho borbottato tra me "Slobodan non ha retto allo stress e s'è fatto fregare. Per fortuna abbiamo ancora Bush... quella sì che è una bella provocazione!
"
Dersu | commenti (4) | Link
mercoledì, 05 aprile 2006
La blogonicchia dei cacciatori si arricchisce di una nuova presenza: Atomica e cavalla golosa fondano un servizio di smascheramento fake e lo chiamano Blogwatch.

Da queste parti l'ispirazione è ancora ai minimi termini, perciò in occasione delle vicine elezioni politiche si ricorre alle repliche.  Seguiranno  due/più pezzi scritti prima del voto di 5 anni fa.  Il primo...


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Ieri sera Carlo Rubbia è venuto a casa mia per la solita partita a carte. Stavo spiegandogli per la centesima volta che lo scopone scientifico non si gioca con gli assi cartesiani, quando è stato folgorato da una delle sue assurde intuizioni. Succede di rado, ma quelli sono momenti terribili. Carlo comincia ad aggirarsi per la casa  gesticolando come un forsennato  ed io gli arranco dietro per impedire che combini guai. Una volta provò a costruire un acceleratore di particelle col tubo dell'aspirapolvere e una fionda, un'altra volta sventrò l'orologio a cucù per studiare lo spazio- tempo e non fu più capace di rimontarlo (lo spazio-tempo, intendo: da quel giorno per entrare in salotto devo passare per un  buco nero dalle parti di Andromeda).

"Quelli del centro-sinistra stanno sbagliando tutto!" ha esordito Rubbia. "Opponendosi a Berlusconi danno credito alla teoria (scientificamente assurda) secondo cui  il Cavaliere è un uomo politico e Forza Italia un partito. Rutelli ed i suoi accoliti dovrebbero invece assecondare la tendenza all'espansione illimitata del can-can berlusconiano. Dovrebbero affidare la direzione di tutti i tg nazionali ad Emilio Fede,  inondare i programmi televisivi con soap-opera piene di interminabili primo-piani del Cavaliere ("BeautiCul"), stampare milioni di manifesti uguali a quelli di Forza Italia e tappezzare con quelli città, paesucoli, cattedrali, cime dolomitiche e ripostigli (affissione nucleare)".

"Secondo i miei calcoli" ha proseguito Rubbia affannandosi sul pallottoliere "fornendo tutta questa energia al sistema Italia si arriverebbe in breve tempo al collasso del corpo elettorale, alla fusione dei coglioni e a un'esplosione apocalittica che scaraventerebbe Berlusconi fuori dal Paese (Big Ban)".

 "Posso avere un goccetto ora?" ha chiesto Carlo, finalmente placato.

"Certo, certo ... però stai buono adesso" ho sospirato con rassegnazione. I liquori stanno in salotto e io odio tuffarmi  nell'iperspazio dopo cena.

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