mercoledì, 22 febbraio 2006
Guru Giuseppe Granieri è un sicofante. Partiamo da questo.
Le prove?   
Non ci sono. Le troveremo.
L’importante è la convinzione.
La convinzione alla fine diventa convenzione, la realtà si flette sotto la pressione dell’immaginario collettivo e l’immaginario collettivo è la grande invenzione del nostro tempo: un soggetto  inesistente  che diventa reale nel momento  in cui immagina sé stesso. C’è gente che con questo trucchetto è arrivata molto in alto.

Guardiamo una foto:



Foto di Vidharr * - Convegno di InEdita blog

La caccia al sicofante, come tutti i giochi, ha severe regole autoimposte. Una delle più importanti recita: ”Non giudicherai in base all’aspetto fisico, al look, all’età, alla dichiarazione dei redditi. L’eventuale lancio di torta simbolico-giocosa  dipenderà soltanto da ciò che il soggetto pubblica nel suo blog o commenta in quello altrui.”
Ho riflettuto parecchio prima di inserire il ritratto, poi ho deciso che l’immagine non era in contrasto col mio piccolo hagakure.
Perché a me non interessano i tratti di 3G, né i suoi gusti né quelli del suo barbiere. A me interessa l’ATTEGGIAMENTO.

Immagina per un attimo di essere una di quelle beate creature che se gli chiedi cos’è un blog rispondono: “Un formaggino?”. Guarda la foto e dimmi cosa vedi: un ministro prussiano che annuncia l’armistizio? il  magnetico capo del Comitato Centrale? il prossimo Premio Nobel per la Fisica?
In ogni caso quest’uomo (che  magari sta parlando di Personalità Confusa o di Princess Proserpina)… quest’uomo dà L’IMPRESSIONE DI PARLARE SERIAMENTE DI UN ARGOMENTO IMPORTANTE.
Questo triplo-G  riesce a trattenere il sorriso quando parla di “cittadino connesso” o di “partecipante critico al processo di informazione” di fronte a una platea di blogger in carne e ossa.  Incredibile. Basterebbe per giustificare l'appellativo di Guru (o forse di Fachiro?)

Ma  triple-G ha ben altri poteri. Come il  giornalista sportivo gonfia il goal in fuorigioco fino a farne affare di Stato, così Granieri pompa aria fritta nella blogosfera  fino a  stravolgerne le proporzioni e oscurarne i limitati orizzonti.
Il nostro Guru, che mi assicurano non vive per i blog né ci campa sopra, forse non conosce le tragiche conseguenze della sua opera messianica.
E' vero che nella blogosfera c'è spazio per tutti e che ognuno dei suoi frequentatori ha il diritto di manifestarsi come meglio crede, tuttavia
la struttura stessa di questa "rete relazionale" comporta il contatto (e lo scontro) con i sempre più numerosi blogger di scarse idee e prosa zoppicante che se ne starebbero quieti nel loro cantuccio se non fossero dopati dalle lusinghe granieriane e che invece si convincono di essere nodo fondamentale di chissà cosa. Dalla poca umiltà alla presunzione molesta il passo è breve: la probabilità di inciampare in un sicofante classe B che t'impegna in noiosissime scaramucce e  minaccia querela alla prima critica crescono a dismisura.
Concludendo: GGG è una minaccia oggettiva per tutti noi e va sanzionato.

Identificazione: Guru Giuseppe Granieri
Classificazione: Sicofante di classe A demagogico
Azione: intortamento


*Vidharr ha classificato la foto come "All ights reserved". Non so se questo comporti anche il divieto di linkare l'immagine. Se non va bene  la tolgo
(epperò... mettere il copyright sul Guru... mah)
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venerdì, 17 febbraio 2006
Lo faccio o non lo faccio?

Ci penso ancora sopra...
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mercoledì, 08 febbraio 2006
"Mi racconti della striscia bianca?"
"Te l'ho raccontata un mucchio di volte..."
"Dài! Un'altra!"
"Che ci troverai, poi..."
"Mi garba perché alla fine ci sono i cazzotti"
"Non ne ho voglia..."
"Comincio io: il giorno speciale ti svegli e già è un po' passato..."
"E va bene..."

... il giorno speciale ti svegli e già è un po' passato. Ce ne sono pochissimi nella vita, di giorni speciali. Se sei fortunato pensi che sia speciale perché sei in  quella città, con quella ragazza, su quella montagna...  Invece no. È speciale e basta.
Se sei sfortunato ti scivola di dosso come tutti gi altri giorni, ma lascia un  ricordo tenace e inspiegabile. Se sei fortunatissimo il giorno speciale cade di domenica, ti alzi con calma e vai a cercare Pietro socchiudendo gli occhi per il sole. La macchina è davanti al bar.

"Non potevi chiamarlo?"
"Non c'erano i cellulari"
"No?!"
"Non mi guardare come se fossi una mummia... era solo pochi anni fa!"
"Che macchina era?"
"Non la conosci. Era una macchina vecchia,  scassata ma funzionante. E non ci si vergognava a girare con una macchina così, quando eravamo un po' più Terzo Mondo..."
"Ah... vai avanti".

Dopo breve ruminazione partiamo. Viene con noi anche Lucio, che si mette dietro e c'ha sempre i cavoli suoi.
Le strade sulle colline sono deserte, la domenica. Puoi  fare il bischero, ché tanto la benzina costa poco. Puoi perderti nelle sterrate puntando un campanile lontano e poi  pisciare in mezzo alla via per scrivere sul polverone il nome della tua ex...  Puoi trovare un paesino dal nome strano e fermarti solo per quel motivo. Bere e fumare e discutere di poesia, a voce alta per farti sentire, mentre Lucio tartassa una mora da marito.
Le ore passano veloci, rischiamo di fare tardi. Ma alla fine ci scuotiamo e all'appuntamento col Maestoso Tramonto del Giorno Speciale siamo in perfetto orario.

"...ed era veramente maestoso, quel tramonto!"
"Vuoi continuare te?"
"No, dài!"

Era veramente maestoso quel tramonto.
Il motore borbottava tranquillo sull'ottovolante delle colline; dopo l'ombra fredda di una valle  il sole esplodeva in cima alla salita, tra i cipressi neri e un cielo che avresti potuto credere agli angeli.
La musica era la solita  ma sembrava diversa. Battevo il tempo con i piedi sul cruscotto e ogni tanto guardavo Pietro che guidava sorridendo in una nuvola di fumo. Non c'era bisogno di parlare: bastava abbandonarsi in quella foschìa dorata e farsi trascinare dai pensieri. Da certi ricordi...

Il Maestoso Tramonto del Giorno Speciale era al culmine della bellezza.

"Incredibile".
La voce di Lucio alle spalle mi sorprese.
"Sì, è veramente incredibile", risposi senza girarmi.
"L'avevi notato anche te?"
"Cosa?"
"La linea di mezzeria... "
"La... cosa?"
"La striscia bianca in mezzo alla strada..."
"La striscia bianca?!"
"Sì, saranno almeno dieci chilomentri che non c'è..."
"LA STRISCIA BIANCA?!"
"Perché t'incazzi? Guarda che è pericoloso... pensa con la nebbia..."

Fu difficile scavalcare subito il sedile  (Pietro aveva tirato il freno a mano e la macchina era in testacoda), tuttavia mollai il primo cazzotto che non eravamo ancora fermi. Dopo un attimo arrivò anche Pietro. La schiena di Lucio risuonava come un tamburo, lui urlava, scalciava,  mordeva. Noi si picchiava seri,  in silenzio, digrignando i denti.
Alla fine Lucio riuscì a sgusciare fuori, correre fino all'albero più vicino e arrampicarsi. Ruppe un ramo e ci minacciò con quello: "Se vi avvicinate vi ammazzo, brutti figli di puttana... ma che vi è preso? ...deficienti... guarda qui in che stato... deficienti..." 

Le trattative furono lunghe e complesse. Noi avevamo la macchina per tornare a casa, lui una posizione attaccabile solo con gravi perdite.
Quando scese dall'albero era già buio, lungo la strada ci fermammo a una fontanella per lavare il sangue e bere. Era conciato per le feste, il tu' babbo.
"E io dopo quanto sono nato?"
"Boh... dopo un po' d'anni"
"Che mi racconti la prossima volta?"
"Ti racconto di quando il tu' babbo si tirò addosso la Kawasaki davanti al bar"
"Oh! ma perché ce l'hai col mi' babbo, te?"
"Era l'ultimo giorno speciale, quello. E lui me l'ha sciupato"
"Come fai a sapere che era l'ultimo?"
"Lo so e basta. Non ce ne saranno più"
Dersu | commenti (4) | Link
sabato, 04 febbraio 2006
Interrompo un attimo ill delirio narrativo per segnalare l'irruzione in scena di un collega.
Revenge va a insediarsi nella stessa blogonicchia del Cacciatore di Sicofanti (quella del blog giustizialista con archibugio), ma è molto più esigente di me:


per essere un blogger è necessario non dimenticare alcune doti fondamentali
umanità
sensibilità
educazione
gentilezza
senso della universalità del messaggio
condivisione
partecipazione

Il candidato può scegliere se aprire un blog o vincere il Nobel per la Pace

oltre a sapere sempre cosa scrivere, quando scrivere, per chi scrivere.

Mi correggo: il Nobel più il Pulitzer

Buon lavoro, comunque
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mercoledì, 01 febbraio 2006
Io mi sentirei di lanciare una torta anche solo per un header, quel coso che sta in testa ai blog col titolo e tutto.  Perché non può dipendere dal caso che si combinino un nome imperscrutabile come DintorniProdiani, un sottotitolo lacché come Sulle orme del Professore fino alle politiche 2006  e l'eloquente immagine di DUE PIEDONI BIANCHI SU SFONDO VERDE.
Ma la par condicio (non c'entra nulla, ma è una questione che tira) mi impone di leggere qualcos'altro.  Come post campione prendo questo.  Orsù...

Titolo: Buone feste e a gennaio 
Trattandosi di un post datato 30 dicembre, potrebbe essere una minaccia.

Riprendo il lavoro dopo una lunga latitanza e di questo mi scuso con i miei lettori, ma non sempre chi qui scrive può dedicarsi esclusivamente a questo.
NON SEMPRE ?!?

seguire qualcosa per il solo gusto di farlo, con un certo impegno e una certa continuità, è possibile soltanto se: a) questa passione ti remunera b) se non è necessaria alcuna remeunerazione
oppure se è una vera passione

blog professionali, aggiornati una o più volte al giorno, e gestiti da professionisti curati soltanto 'per passione' non credo ne esistano.
il fatto che non riesca a te non esaurisce le possibilità dell'Universo

Detto questo, facciamo il punto.
Detto fatto.

In un'altra pagina R.R. (Redattore Resistente) (gh gh gh) si esibisce in fumosissimi dico/non dico...

No, davvero... basta








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